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Compiano é un piccolo borgo castellano arroccato su un promontorio che si affaccia sul Taro. Ha conservato perfettamente il suo aspetto medievale come dimostrano la cinta muraria, l'ingresso fortificato chiamato "Porta delle Monache", le caratteristiche case torri e i palazzi nobiliari. Attraverso irte stradine si sale alla piazzetta belvedere da cui si può godere del suggestivo panorama offerto dalla vallata sottostante o visitare l'interno della Chiesa di San Giovanni Battista. Un altro piccolo strappo e si raggiunge la Rocca dalla tipica forma trapezoidale comprovata dalla presenza di tre torrioni rotondi e uno quadrato, arredata con mobili d'epoca e circondata da uno splendido parco. Da visitare anche il Museo degli Orsanti, antichi precursori degli artisti circensi originari proprio di queste terre.
Passeggiando per Compiano si respirano la storia e la cultura. Non stupisce quindi che dal 1991 il borgo sia stato scelto come sede del prestigioso premio letterario P.E.N., assegnato dagli scrittori a uno scrittore.
Territorio
Compiano si trova sulla sommità di un piccola altura, probabilmente un antico terrazzo fluviale eroso nel corso dei secoli dai due piccoli torrenti che fiancheggiano il borgo. La strada per raggiungere il paese si snoda attraverso una ricca vegetazione predominata da latifoglie come faggi e castagni. Alle sue pendici, nella piana di Isola, scorre il fiume Taro.
Storia
La storia di Compiano coincide fondamentalmente con quella del suo Castello. Costruito probabilmente intorno al X secolo, fu possedimento dei Malaspina, del Comune di Piacenza e nel 1257 venne ceduto a Ubaldino Landi, un nobile ghibellino capostipite di una famiglia che fece di Compiano un principato, governandolo per più di 400 anni. Nonostante continui assalti e brevi espugnazioni il feudo raggiunse un elevato benessere economico come testimonia la creazione di una Zecca nel 1551. A questa gloriosa dinastia si sostituirono nel 1628 i Farnese, bramosi di allargare il proprio ducato ai confini dell'Appennino. Fu questo l'inizio di un lento e inarrestabile declino che continuò anche sotto i successivi signori, i Borbone. La parabola discendente si acuì definitivamente durante il periodo napoleonico con l'abolizione di numerose istituzioni sino al declassamento della Rocca a prigione per carbonari al tempo di Maria Luigia. Successivamente, con l'Unità d'Italia, il castello fu venduto a privati che alterarono a proprio piacimento gli interni del castello, come testimonia la diversità degli stili e degli arredi. L'ultima proprietaria fu la marchesa Raimondi Gambarotta che nel 1987 lo diede in eredità al Comune di Compiano. Grazie a questo lascito il Castello é ora aperto al pubblico ed é addirittura possibile alloggiare nella Foresteria che vi é stata ricavata. |
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